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Giulia Pasion: Tra DNA Latino, Sogni Lucidi e coraggio.

  • Immagine del redattore: Radio Talk Z
    Radio Talk Z
  • 11 dic 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Ciao e benvenuti a bordo dell'arca di Radio Talk Gen Z, lo spazio sicuro dove le storie degli altri non sono solo storie, ma diventano fonte d'ispirazione.



Oggi vi portiamo nel mondo di una ragazza che ha l'arte nel DNA e che non ha paura di "mangiarsi il mondo". Stiamo parlando di Giulia Pasion, un nome che è tutto un programma.


Durante la nostra chiacchierata, Giulia si è aperta come un libro, raccontandoci il suo viaggio dalle origini etno-ecuadoriane fino ai palchi europei. Se pensate che fare musica sia solo postare un video su TikTok, preparatevi a ricredervi: qui c'è studio, sudore e tanta, tantissima passione.


Tra mariachi, DNA musicale e una doppia identità

Partiamo dalle basi. Avete presente quei film latini super romantici dove il mariachi canta la serenata sotto il balcone della sua amata?


Ecco, quello era il nonno di Giulia. La musica scorre letteralmente nelle sue vene, un’eredità che attraversa generazioni, dai bisnonni fino a lei. Giulia ci ha raccontato di sentirsi nata per questo: è l'unica della famiglia ad aver preso tutto il pacchetto completo – canto, ballo, teatro, pianoforte. Insomma, un’artista poliedrica a 360 gradi.


Ma la cosa più affascinante è la sua "doppia vita". Da una parte c'è Giulia: la ragazza solare, disponibile, super casalinga (sì, avete letto bene, ama stare a casa). Dall'altra c'è il suo alter ego, Giulia Passione. Quando sale sul palco, succede qualcosa di magico: quella ragazza tranquilla si trasforma in una stella che esplode di energia.


È come se una forza soprannaturale la spingesse. Lei dice di sentire la presenza dei suoi "angeli" – i nonni, gli zii che non ci sono più – che le sussurrano "vai e spacca tutto". È quella sensazione che ti fa tremare le gambe ma ti fa sentire invincibile allo stesso tempo.


Unghie corte, dolore e sogni premonitori

Parliamo di strumenti. Giulia ne suona tre: pianoforte, ukulele e chitarra. Nel suo cuore c'è anche il sogno del violino (lo ha pure comprato, ma per ora sta lì a prendere polvere, poverino, in attesa del momento giusto). Ma la vera storia d'amore è quella con la chitarra.


Tutto è iniziato in piena adolescenza, verso i 13 anni. Sapete quell'età in cui iniziate a curarvi di più, a farvi le unghie carine? Ecco, Giulia ha dovuto fare una scelta drastica: o le unghie lunghe o la musica. Ha scelto la musica. La scintilla è scoccata grazie a un sogno vero e proprio: si è vista su un palco immenso mentre suonava la chitarra. La mattina dopo si è svegliata e ha detto a suo padre: "Voglio studiare".


Non è stata una passeggiata. Giulia ci ha tenuto a dirlo chiaramente: imparare a suonare fa male. Calli sulle dita, dolore al polso, ore e ore di esercizi. Ma il sacrificio ripaga. Oggi la chitarra è un'estensione del suo corpo, fondamentale per accompagnare la sua voce.


Il messaggio per voi è chiaro: se volete imparare uno strumento, fatelo. Ne vale la pena, anche se dovete dire addio alla manicure perfetta.


Dal primo cuore infranto al canto in quechua

Ogni artista ha quel primo singolo che non si scorda mai. Per Giulia è stato "Me metti in tuo corazon". Scritto da giovanissima, parla di quella classica prima illusione amorosa, quando vuoi entrare a tutti i costi nel cuore di qualcuno che, spoiler, probabilmente non se lo meritava (infatti Giulia nemmeno si ricorda più chi fosse, top!).


Il brano è stato un successo personale incredibile, portandola a girare un videoclip con una scuola di danza e, soprattutto, a partecipare a un concorso a Recco dove ha cantato accompagnata da un'orchestra vera. Immaginate l'emozione: dai palchetti di scuola all'orchestra dal vivo grazie al supporto del suo vocal coach dell'epoca, Luca Damerini.


Ma Giulia non si ferma alla musica pop. La sua carriera teatrale l'ha portata a fare cose assurde. Ha iniziato con ruoli semplici (tipo Biancaneve, easy), è passata a fare Olivia nel musical di Grease alle medie (iconica), fino ad arrivare a sfide molto più complesse. La più pazza? Cantare in Quechua, un antico dialetto andino parlato in Ecuador e Perù.


A 15 anni si è trovata a dover imparare pronunce impossibili per uno spettacolo teatrale diretto da Roberto Bobbio. Panico totale? Sì. Ce l'ha fatta? Ovviamente sì, dimostrando che quando c'è la tecnica, si può fare tutto.


Ispirazioni old school, vocal coaching e... politica?!

Se pensate che Giulia ascolti solo le hit del momento, vi sbagliate di grosso. Lei è una fan della vecchia scuola. Niente autotune, grazie. Apprezza chi ha voce e tecnica vera. I suoi idoli sono leggende come il messicano Juan Gabriel (con cui sogna una collaborazione impossibile, visto che purtroppo non c'è più) o artisti argentini come Gilda.


Tra le star attuali salva Sabrina Carpenter e Sofia Carson, ma in Italia il suo cuore batte per Annalisa (le due hanno anche un range vocale simile, quindi, Annalisa, se ci leggi: fate questo duetto!).


Oggi Giulia non è solo un'artista, è anche una Vocal Coach. Ha aperto il suo studio per aiutare i ragazzi timidi a tirare fuori la voce. Il suo mantra è semplice: "Non si finisce mai di imparare". Anche lei continua a studiare, perché il talento senza disciplina non porta lontano. Vuole spronare la nostra generazione a non mollare alla prima difficoltà.


E qui arriva il plot twist che non ti aspetti: la politica. Sì, raga, avete capito bene. Qualche mese fa, dopo aver cantato a un evento, è stata notata da un politico che le ha proposto di candidarsi come consigliere municipale a Genova.


Un salto nel vuoto, un giro di 360 gradi che l'ha portata in un mondo totalmente diverso. Non ha vinto, ma l'esperienza le ha insegnato tantissimo e le ha aperto nuove porte. Morale della favola? Mai dire mai nella vita.


Il Futuro, l' Europa e il mare come musa

Chiudiamo con il presente e il futuro. Giulia ha recentemente partecipato al Tour Music Fest, arrivando alle finali europee. Ha portato sul palco "Earth Song" di Michael Jackson (scelta coraggiosa, eh!) e si è portata a casa il titolo di "High Quality Artist".


Un riconoscimento che ora sta appeso

con orgoglio nel suo studio, a dimostrazione che il lavoro duro paga sempre.

Ma come nascono le sue canzoni? Non è una che scrive a comando.


Giulia ha bisogno di vivere, di osservare. Le sue idee migliori arrivano camminando, guardando la gente, ascoltando frammenti di conversazioni. Ma il suo "luogo dell'anima" è uno solo: il mare della Liguria. Si siede lì, guarda l'orizzonte e lascia che le parole arrivino.


Giulia Pasion è la prova vivente che c'è voglia di fare, di studiare e di sognare in grande, spaziando dal pop latino al teatro, dall'insegnamento alle sfide impossibili.

Continuate a seguirla, perché abbiamo la sensazione che questo sia solo l'inizio. E voi, avete già trovato la vostra "passione" che vi trasforma quando salite sul vostro palco personale?


 
 
 

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