L’Arte di Scrivere: In viaggio nel mondo introspettivo di Monday
- Radio Talk Z
- 19 gen
- Tempo di lettura: 6 min
Non è solo un rapper, non è solo un cantante; è un architetto di parole che ha deciso di mettere a nudo la propria anima attraverso quella che potremmo definire la sua missione principale, ovvero l’arte di scrivere. In un’epoca di ritornelli catchy da dieci secondi e balletti virali, trovare qualcuno che metta il testo al centro di tutto è come trovare un’oasi nel deserto.
Prendetevi un momento, mettetevi comodi e preparatevi a scoprire cosa si nasconde dietro il nome di un giorno della settimana che tutti amiamo odiare, ma che per Aron (il vero nome di Monday) rappresenta l’inizio di un viaggio emotivo senza filtri.
Dalle radici di provincia a dove tutto ha inizio...

Tutto parte da un paesino di 7.000 anime. Avete presente quei posti dove tutti sanno tutto di tutti? Dove se compri un gelato al gusto puffo, dopo dieci minuti lo sa anche la tua vicina di casa del terzo piano? Ecco, Monday cresce lì, in un contesto dove i legami sono stretti, a volte fin troppo, ma dove l’amicizia diventa il carburante per i sogni. Ma attenzione: Monday non nasce con il microfono in mano. La sua genesi è molto più silenziosa e solitaria. L’arte di scrivere è stata la sua prima vera compagna di giochi.
Prima di essere musica, le sue canzoni erano fogli di carta, appunti sparsi, riflessioni nate tra i banchi di scuola. Il passaggio dalla penna alla voce è avvenuto in modo quasi magico, grazie a un incontro fondamentale: quello con il suo migliore amico, che oggi è anche il suo produttore. Immaginate due adolescenti in una cameretta, circondati da sogni più grandi della loro stanza, che decidono di trasformare i flussi di coscienza di Aron in basi musicali. Intorno ai 12-13 anni, in seconda media, nasce la prima canzone.
Non c’è stata nessuna forzatura, nessun piano di marketing studiato a tavolino: solo la necessità di dare un suono alle parole. Questa naturalezza è ciò che rende Monday un artista autentico, capace di trasformare la noia della provincia in un’esplosione di creatività.
Perché Monday? Tra astrologia, luna e introspezione
Molti si chiedono: perché scegliere come nome d'arte il giorno più traumatico della settimana? La risposta non ha nulla a che fare con il lavoro d'ufficio o la scuola, ma affonda le radici in una passione profonda e un po' fuori dal comune per un ragazzo della sua età: l’astrologia. Monday, ovvero Lunedì, è il "giorno della Luna". E per chi mastica un po' di pianeti e oroscopi, sa bene che la Luna è il simbolo dell'emotività, dell'inconscio, di tutto ciò che è nascosto sotto la superficie.
Monday si definisce quasi uno "stereotipo" per quanto è fissato con questo mondo, ma c'è un motivo serio dietro. La sua musica è uno specchio della sua parte più introspettiva. Scegliere questo nome significa accettare la propria vulnerabilità e farne un punto di forza. L’arte di scrivere per lui è un modo per esplorare queste fasi lunari interiori, passando dai momenti di ombra totale a quelli di piena luce.
Non è un caso che i suoi fan si sentano così legati a lui: in un mondo che ci vuole sempre performanti e "solari", Monday ci ricorda che è ok essere lunatici, è ok sentirsi fragili e che l'introspezione non è una debolezza, ma una superpotenza per comprendere chi siamo davvero.
Il "Lock-in" in studio

C'è un momento preciso nella creazione di un brano che Monday ama follemente, ed è quello in cui la sua visione si fonde con quella del produttore. Nonostante lui si definisca onestamente una "pippa" con il lato tecnico di mix e master, possiede una dote rara: la fiducia totale nel suo team. Quando entra in studio, Monday porta con sé l’essenza de l’arte di scrivere, ma è nel momento in cui il produttore entra in modalità "focus totale" che avviene il miracolo.
Monday racconta di quei dieci minuti di silenzio in cui il suo socio si mette le cuffie, si isola dal mondo e cerca "la quadra". È una sorta di alchimia moderna. Quando il produttore si toglie le cuffie, lo guarda e dice "Fra, ci siamo", l'energia nella stanza cambia. Sentire il prodotto grezzo trasformarsi in un'opera d'arte finita, dove la musica esalta ogni singola sfumatura del testo, è una scarica di adrenalina pura.
Questo processo di co-creazione dimostra che, sebbene la scrittura sia un atto solitario, la musica è un linguaggio universale che ha bisogno di ponti per arrivare al cuore delle persone. È la dimostrazione che l'arte non è mai un monologo, ma un dialogo costante tra anime affini.
4. Tarocchi freestyle e la figura della musa
Se bazzicate su TikTok o Instagram, probabilmente vi sarete imbattuti nei suoi freestyle. Ce n'è uno in particolare che ha letteralmente rotto lo schermo: il Tarocchi Freestyle. Anche qui, torna l'ossessione per l'esoterismo e il simbolismo. Scritto in un vero e proprio flusso di coscienza, questo pezzo rappresenta il manifesto de l’arte di scrivere secondo Monday. Ha cambiato solo due parole in tutto il testo: era già tutto lì, pronto per uscire, come se fosse stato dettato da una forza superiore.
Ma a chi scrive Monday? Chi è la destinataria di queste rime così sentite? Qui emerge un concetto affascinante: la Musa. Non si tratta di una ragazza specifica, di una ex fidanzata o di un amore non corrisposto del liceo.
La Musa di Monday è un'entità astratta, un'immagine a cui lui racconta i propri dubbi, le proprie paure e, soprattutto, quel senso di inadeguatezza che spesso lo accompagna. È un rap conscious, consapevole, che non cerca di ostentare ricchezza o successo, ma che preferisce narrare la fatica di trovarsi un posto nel mondo.
Questa onestà intellettuale è ciò che ha permesso ai suoi video di diventare virali: le persone non cercano più solo basi pompate, cercano qualcuno che dia voce ai loro silenzi.
La Lucidità della terapia:
Uno dei passaggi più toccanti dell'intervista riguarda la crescita personale di Monday. Se in passato la sua scrittura era alimentata dalla rabbia e da un'emotività esplosiva, oggi il sentimento che domina la sua vita è la lucidità. Può sembrare un termine freddo, quasi cinico, ma per lui è il risultato di anni di terapia e di un profondo lavoro su se stesso. Essere lucidi significa guardare i propri mostri negli occhi senza scappare, analizzarli e, infine, metterli in musica.
Monday non ha paura di parlare di salute mentale, un tema fondamentale per la nostra generazione. La terapia gli ha permesso di trasformare il caos mentale in una struttura narrativa solida. L’arte di scrivere è diventata così uno strumento terapeutico, un modo per "frammentare" i pezzi della sua mente caotica e osservarli con distacco. Questa razionalità, seppur a volte vissuta con un'accezione negativa perché priva della "magia" dell'incoscienza, gli permette di produrre testi di una profondità disarmante. È la maturità di un artista che ha capito che per bruciare non bisogna per forza andare a fuoco, ma si può anche essere una luce costante e consapevole.
Sogni e Influenze

Ogni artista è il risultato di ciò che ha ascoltato, letto e vissuto. Monday porta con sé un bagaglio culturale variegato. Da una parte ci sono i classici del rap italiano come il Club Dogo e gli Articolo 31, ascoltati grazie al fratello maggiore; dall'altra ci sono i giganti internazionali come XXXTentacion, che lo ha segnato umanamente oltre che artisticamente, e Post Malone, il suo punto di riferimento estero per eccellenza. Ma se deve scegliere un nome italiano con cui collaborare, il cuore dice Guè, mentre la testa punta su Emma, per quel tocco pop femminile che darebbe nuova linfa alle sue produzioni.
Tuttavia, c'è una canzone che Monday avrebbe voluto scrivere lui, un brano che lo rappresenta così tanto da scatenare in lui una "sana invidia" artistica: Guerra dentro di Nayt. È un pezzo che descrive perfettamente il conflitto interiore, quella lotta quotidiana che ognuno di noi combatte contro se stesso. Per Monday, vedere qualcuno che riesce a tradurre concetti così complessi con una poesia così cruda è la massima aspirazione de l’arte di scrivere.
In conclusione, Monday non è solo un ragazzo che fa musica; è un testimone del nostro tempo, un giovane uomo che usa le parole come scudo e come spada.
La sua storia ci insegna che non importa quanto sia piccolo il posto da cui vieni o quanto ti senti inadatto: finché avrai una penna e il coraggio di essere onesto, avrai sempre un modo per far sentire la tua voce. Supportate la musica emergente, supportate chi ha ancora qualcosa da dire, perché è proprio lì, tra le righe di un testo scritto di notte, che si nasconde il futuro della nostra cultura.
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