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La rivoluzione interiore di Harder tra musica e self-love

  • Immagine del redattore: Radio Talk Z
    Radio Talk Z
  • 15 feb
  • Tempo di lettura: 6 min

In un’epoca dominata dai filtri e dalla perfezione ostentata sui social, Harder sceglie di andare oltre le ombre della superficialità per scavare nel profondo di se stesso. Il suo percorso non è una linea retta verso il successo, ma un labirinto di emozioni, ansie e piccoli traguardi che lo stanno rendendo, giorno dopo giorno, "più forte", proprio come suggerisce il suo nome d’arte.


Il significato di un nome: perché Harder è la scelta di chi non si arrende mai

Per capire l’essenza di un artista, bisogna partire dal suo nome. Angelo non è solo un ragazzo che canta; è un giovane uomo che ha deciso di ribattezzarsi Harder per dare una direzione precisa alla sua vita. Come ha raccontato lui stesso, il termine richiama i concetti di "più difficile" e "più forte".


Non è un controsenso, ma una filosofia di vita: affrontare ciò che è arduo per trarne una potenza nuova. Scegliere un nome così d’impatto significa accettare la sfida della vulnerabilità e trasformarla in un’arma. In un mondo che ci vorrebbe sempre performanti, Harder ci ricorda che è proprio attraversando le difficoltà che riusciamo a vedere oltre le ombre della nostra insicurezza.


Questo nome è nato da un bisogno viscerale di comunicare che la forza non è l'assenza di paura, ma la capacità di agire nonostante essa. Per Angelo, Harder è un promemoria costante: ogni volta che si sale su un palco, ogni volta che si entra in uno studio di registrazione, si sta compiendo un atto di resilienza. La musica diventa così il veicolo perfetto per trasportare questo messaggio. Non si tratta solo di note o di ritmo, ma di una vera e propria dichiarazione d’intenti.


Quando ascoltiamo i suoi brani, sentiamo l’eco di questo nome che martella, spingendoci a non mollare mai, anche quando il percorso si fa in salita.


Se non mi amo: un manifesto generazionale per guardare oltre le ombre del dubbio

Il singolo "Se non mi amo" non è una semplice canzone pop, è un’analisi introspettiva cruda e onesta. Scritto insieme alla sua produttrice Laura, il brano rappresenta un punto di svolta fondamentale per la carriera di Harder. Il titolo stesso pone una domanda che molti di noi si portano dentro, ma che pochi hanno il coraggio di formulare ad alta voce.


Il messaggio centrale è l’amore per se stessi, un traguardo che Angelo definisce onestamente come "un percorso ancora parecchio lungo". Non c’è ipocrisia nelle sue parole: non si vende come qualcuno che ha risolto tutti i suoi problemi, ma come un compagno di viaggio che sta cercando la sua strada.


Il brano invita l’ascoltatore a immedesimarsi, a trovare i propri pezzi mancanti tra le pieghe del testo. Harder ha saputo condensare le sue esperienze personali in una melodia che parla a tutti, rendendo il dolore universale e, quindi, condivisibile. Guardare oltre le ombre del disprezzo di sé significa iniziare a perdonarsi per le proprie imperfezioni.


La collaborazione con Laura è stata la chiave per mettere a nudo queste debolezze, trasformandole in punti di forza artistici. In questo senso, la musica non è solo intrattenimento, ma una forma di catarsi collettiva che permette a chi ascolta di sentirsi meno solo nelle proprie battaglie interiori.


Dalle audizioni di Amici e X Factor al teatro

Il percorso di Harder non è passato solo attraverso le cuffie di uno studio, ma anche attraverso i palchi prestigiosi dei casting di Amici e X Factor. Esperienze che Angelo descrive come "molto ansiogene", ma fondamentali per la sua crescita umana e artistica. Mettersi in gioco davanti a giudici famosi e telecamere non è da tutti, eppure è proprio lì, in quel vortice di adrenalina e paura, che ha capito di non essere solo.


Ha incontrato persone che condividevano la sua stessa passione, creando legami che vanno al di là della competizione. Queste esperienze gli hanno insegnato a gestire l'ansia, trasformandola in energia creativa per andare oltre le ombre del giudizio altrui.

Ma c'è un altro tassello fondamentale nel mosaico della sua vita: il teatro. Interpretare il ruolo di Quasimodo ne Il Gobbo di Notre Dame per uno spettacolo di Natale nel suo paese è stata la sua prima vera prova di fuoco davanti a un pubblico.


Nonostante non avesse mai recitato prima, Angelo si è calato nei panni di un personaggio che è l'emblema dell'emarginazione e della bellezza interiore. Quell'esperienza gli ha lasciato un'emozione indelebile e lo ha aiutato a capire quanto sia potente la comunicazione attraverso l'arte. Il teatro gli ha dato la spinta per superare i propri limiti fisici ed emotivi, permettendogli di splendere anche quando si sentiva inadeguato.


Irama, Lewis Capaldi e i miti immortali

Ogni artista ha dei fari che illuminano il proprio cammino, e per Harder questi nomi sono chiari e carichi di significato. Se parliamo di sogni, il suo cuore batte per Lewis Capaldi, un artista che ha fatto della vulnerabilità e della potenza vocale il suo marchio di fabbrica.

Ma guardando al panorama italiano, è Irama il punto di riferimento assoluto. Harder vede in Irama non solo un collega da ammirare, ma un potenziale collaboratore con cui condividere visioni e melodie.


C’è qualcosa nella scrittura di Irama che risuona profondamente con l’esigenza di Angelo di raccontare la realtà senza filtri, cercando sempre di andare oltre le ombre della banalità.


E se potesse scegliere un artista del passato? La risposta è secca e carica di nostalgia: Chester Bennington. La voce dei Linkin Park ha segnato intere generazioni con la sua capacità di gridare il dolore e la rabbia in modo melodico e struggente.


Questa scelta rivela molto della sensibilità di Harder: il desiderio di una musica che sia viscerale, che graffi l'anima e che non abbia paura di toccare temi oscuri. Queste influenze si mescolano nel suo stile, creando un mix unico tra il pop contemporaneo e una profondità emotiva che attinge al rock e al cantautorato più intimo.


È un ponte tra passato e presente, costruito per superare ogni barriera.


Da autodidatta a costruire un futuro oltre le ombre del passato

Tutto è iniziato a 13 anni, tra le mura di casa e una sana competizione infantile con la sorella su chi cantasse meglio. Ma quello che era nato come un gioco si è trasformato presto in una missione. Harder ha iniziato come autodidatta, esplorando la propria voce e i propri limiti in solitudine, finché un professore di musica delle medie non ha intravisto in lui un talento speciale, aprendogli letteralmente un mondo. Da quel momento, Angelo ha capito che la musica sarebbe stata la sua "casa", il luogo sicuro dove rifugiarsi e, allo stesso tempo, la finestra da cui gridare al mondo chi è veramente.


Il passaggio da autodidatta alla collaborazione con la casa discografica e con produttori professionisti ha segnato la sua maturità artistica. Non si tratta più solo di cantare, ma di costruire un suono, di curare il mix e il master, di capire come ogni singola parola possa impattare sull'ascoltatore.


La sua parte preferita? Senza dubbio la scrittura del testo. È in quel momento che Angelo rinchiude i suoi desideri e i suoi segreti, cercando la combinazione perfetta di parole per andare oltre le ombre del silenzio. La produzione diventa quindi un lavoro di squadra, dove la sua visione originale viene arricchita dalla competenza tecnica dei suoi collaboratori, portando il progetto Harder a un livello superiore.


Un cielo nero e nuove promesse: il domani di Harder

C’è una frase in "Se non mi amo" che Harder porta nel cuore: "Un cielo nero sembra distante". È un’immagine potente, quasi cinematografica, che descrive quel senso di oscurità che a volte ci avvolge, facendoci sentire separati dal resto del mondo. Ma, come spiega Angelo, quel cielo nero non è solo un simbolo di tristezza; è anche una sfida a guardare più in alto, a cercare le stelle o la luce dell'alba che inevitabilmente seguirà. Per lui, la musica è lo strumento per accorciare quella distanza, per rendere il "nero" meno spaventoso e più comprensibile. È un invito costante a non fermarsi alla superficie e a spingersi sempre oltre le ombre.


Cosa riserva il futuro per questo giovane talento? Al momento non è ancora chiaro se il suo singolo sia l'antipasto di un intero album o un capitolo a sé stante, ma una cosa è certa: Harder non ha intenzione di fermarsi. Il suo obiettivo primario rimane quello di aiutare le persone che ascoltano la sua musica a sentirsi capite. Con la sua semplicità, la sua ansia dichiarata e la sua determinazione feroce, Angelo ci insegna che non è necessario essere perfetti per essere dei grandi artisti.

Basta avere il coraggio di essere se stessi, con tutte le proprie crepe, e continuare a camminare con la testa alta verso quel sole che splende sempre, appena oltre le ombre.


 
 
 

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