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Lorenzo Marcantognini: Il cuore azzurro che ispira

  • Immagine del redattore: Radio Talk Z
    Radio Talk Z
  • 19 lug 2025
  • Tempo di lettura: 8 min

Aggiornamento: 23 lug 2025

Ciao e benvenuti a bordo dell'arca di Radio Talk Gen Z, lo spazio sicuro dove le storie degli sportivi non sono solo storie, ma diventano un po' anche le nostre. Oggi non facciamo una semplice intervista. Allaccia le cinture, metti in play la tua Lofi girl preferita per la concentrazione, e preparati a esplorare l'universo di Lorenzo.


Lorenzo Marcantognini, un giovane atleta il cui nome, sebbene forse non ancora risuoni ovunque, è destinato a ispirare. La sua storia non è solo un racconto di sport, ma un inno alla resilienza, alla passione e a quella straordinaria capacità di trasformare ogni ostacolo in un trampolino di lancio. Lorenzo non è solo un calciatore o un atleta; è un simbolo vivente della forza dello spirito umano.

Abbiamo avuto il privilegio di scambiare quattro chiacchiere con lui, e credeteci, la sua energia e la sua saggezza ti entrano dentro. Dalle prime scarpette ai successi in Nazionale, dagli incontri che gli hanno cambiato la vita alle profonde riflessioni sull'accettazione di sé, Lorenzo ci ha aperto le porte del suo mondo.

I primi passi: calcio, amici e papà – dove tutto ha inizio

Ogni campione ha la sua storia, e quella di Lorenzo Marcantognini... beh, prende vita proprio sul campo da calcio. Non una passione solitaria, ma una fiamma accesa tra i fili indissolubili della famiglia e l'energia contagiosa degli amici. "La mia passione per il calcio è nata grazie ai miei amici e alla mia famiglia, soprattutto a mio padre," ci ha rivelato Lorenzo, con quel sorriso che ti fa capire quanto sia autentica e profonda.

Visualizzate la scena: un piccolo Lorenzo incollato al divano, gomito a gomito con il papà, gli occhi rapiti da quelle partite che scorrevano sullo schermo. Non erano solo domeniche pomeriggio qualsiasi: erano veri e propri riti "quasi sacri," lezioni non dette che accendevano, azione dopo azione, la sua vocazione per il pallone.

Ma come sappiamo tutti ormai, la sola passione non basta. Serve la scintilla giusta, e per Lorenzo quella è arrivata dagli amici. Con l'entusiasmo travolgente dell'infanzia, lo hanno letteralmente spinto in campo: "Dai, provaci!". Ed è così che, dai giochi improvvisati nel cortile, si è aperto un nuovo, entusiasmante capitolo: i primi veri allenamenti, le prime sfide. Un percorso naturale, quasi predestinato, per chi, come lui, aveva il calcio scritto nel DNA.

Il doppio gioco: calcio e atletica, un equilibrio perfetto

La traiettoria di Lorenzo, ragazzi, non si è mai limitata a un solo campo di gioco. Nel 2015, come un fulmine a ciel sereno, l'atletica ha fatto irruzione nella sua vita, conquistando un posto d'onore, "allo stesso livello del calcio," come lui stesso ci ha rivelato.

Immaginate la sfida, un vero e proprio doppio filo del destino: due sport, due universi, due mentalità completamente diverse. Da un lato, il calcio, pura sinergia di squadra, schemi tattici e passioni condivise. Dall'altro, l'atletica, un duello intimo con il cronometro, un faccia a faccia con i tuoi limiti, dove ogni passo dipende solo dalla tua volontà. Lorenzo, con la lucidità che lo contraddistingue, ci ha confessato: "Non è sicuramente facile perché sono due sport belli ma diversi." Ma ha saputo domare questa complessità, svelando la sua formula magica: un'inarrestabile combinazione di "sacrificio e passione."

La chicca? Questo allenamento quasi "solitario" nell'atletica si è rivelato un propulsore inaspettato anche per il calcio! "Allenandomi molto con l'atletica, mi ha aiutato anche nel calcio," ha confessato Lorenzo, descrivendo un'alchimia perfetta che ha potenziato la sua resistenza, velocità e coordinazione, creando una "sinergia virtuosa a 360 gradi." Attualmente, l'atletica ha preso una "pausa" strategica, con Lorenzo concentrato al 100% sul pallone. Ma non illudetevi, il suo spirito indomito è già proiettato oltre: "Forse, in futuro, cercherò di cambiare un attimo zona, potremmo dire, e buttarmi anche su qualche altro sport." Un segno inequivocabile della sua sete inesauribile di nuove sfide e orizzonti da esplorare. Restate sintonizzati, perché con Lorenzo, il prossimo capitolo è sempre una sorpresa!

Art4Sport: Il filo rosso del destino e incontri che cambiano la vita

Ma la vita, si sa, ha in serbo incontri che ti cambiano la prospettiva, che riordinano le priorità e che, d'un tratto, ti lanciano verso orizzonti inesplorati. Per Lorenzo, questo momento epocale è arrivato con l'irrompere di Art4Sport, l'associazione che ha saputo tramutare la straordinaria storia di Bebe Vio in un faro di speranza per tantissimi. Correva l'anno 2012 e, come per magia, grazie a un semplice post scovato su Facebook dalla sua lungimirante sorella, Lorenzo ha varcato la soglia di quella che sarebbe presto diventata la sua "seconda famiglia".

Era un luogo dove il destino aveva tessuto incontri straordinari. Lì ha stretto la mano a Francesco Messori figura di spicco nel panorama del calcio amputati, ma è stato l'incontro in un altro evento, cruciale e ineludibile, con Bebe Vio a infiammare l'anima di Lorenzo.

"Questo incontro è stato davvero unico, perché Bebe è una persona speciale," ci ha confidato Lorenzo, con gli occhi che brillavano ancora al ricordo di quella folgorazione. Non solo per la sua incredibile forza d'animo, quella che le permette di superare ogni barriera con un sorriso, ma anche per la sua autenticità disarmante, la sua capacità di essere semplicemente lei, vera e trasparente, senza filtri. Bebe non è solo un'icona sportiva; è diventata un faro luminoso, una sorgente inesauribile di determinazione e di quella gioia di vivere contagiosa che trasforma ogni sfida in un'opportunità.

La "seconda nascita": riscoprirsi sul campo


L'ingresso in Art4Sport non è stato solo un cambio di ambiente, ma una vera "seconda nascita." Lorenzo, che aveva sempre giocato con la protesi, ha dovuto imparare a giocare a calcio per amputati usando le stampelle. "Il primo passo che ho dovuto affrontare, è stato l'uso delle stampelle, non ero abituato ad usarle perchè non era uno degli utensili che utilizzavo," ha raccontato. È stato come ricominciare da zero, "reimparare tutto," ma l'ha vissuto come un momento di pura e "assoluta emozione."

Art4Sport ha dimostrato di essere una vera comunità, un ecosistema di supporto. "Mi ha aiutato veramente tanto, non solo a me, ma anche alla mia famiglia," ha rivelato Lorenzo, sottolineando come l'associazione abbia permesso ai suoi genitori di "confrontarsi con altre persone" che avevano vissuto problemi simili. Questo scambio ha creato una rete di solidarietà preziosa: "Se ti confronti con un'altra persona che ha avuto il tuo stesso problema è un punto di forza, sempre un aiuto."

Il sapore dell'internazionale: Da mascotte a protagonista Mondiale

Il percorso di Lorenzo verso il grande calcio internazionale è stato un crescendo. Nel 2014, ancora troppo giovane, è volato in Messico come mascotte della Nazionale ai Mondiali. "Ero ancora piccolo... però le emozioni sono state veramente tante," ha ricordato. Quell'esperienza, pur "defilata," ha acceso in lui una fiamma, il desiderio di essere un giorno al centro dell'arena.

E la promessa si è concretizzata in modo spettacolare nel 2022, ai Mondiali in Turchia. Lorenzo non era più una mascotte, ma un giocatore chiave. "Il gol più importante, o che almeno mi ricordo meglio, è sicuramente nel 2022 nei Mondiali in Turchia," ha raccontato. All'ultimo minuto, contro l'Iran, ha segnato il gol della vittoria (1-0) che ha portato l'Italia ai quarti di finale. Un'esplosione di gioia, un'emozione "che rimane impressa per sempre nella memoria e nell'anima di un atleta."

Un incontro speciale: papa Francesco

Il viaggio di Lorenzo, non è fatto solo di sudore e gloria sui campi; è costellato anche di incontri che illuminano l'anima e tracciano solchi profondi. E tra questi, uno spicca per la sua maestosa semplicità e il suo impatto indelebile: l'udienza con Papa Francesco, nel lontano 2018. Immaginate la scena: la solennità della Città del Vaticano, il cuore che batte forte e l'emozione palpabile di trovarsi di fronte a una delle figure più influenti del nostro tempo, un privilegio immenso, condiviso con tutta la Nazionale.

Un momento che Lorenzo, pur "ancora piccolo" all'epoca come lui stesso ha raccontato, ha vissuto con un senso di profondo rispetto e gratitudine. "È stato un grande momento, un grande onore," ha rivelato Lorenzo, quasi rivivendo quell'istante che ti segna nel profondo. Ma al di là della cornice solenne e dell'imponenza del ruolo, ciò che ha vibrato nel cuore del giovane Lorenzo è stata l'umanità cristallina del Pontefice. Ha descritto Papa Francesco non come una figura distante, ma come una persona "molto gentile e disponibile," capace di abbattere ogni barriera con un sorriso, uno sguardo, una parola. Una vicinanza autentica che ha reso l'incontro non solo un onore protocollare, ma una vera e propria lezione di vita. Quel tratto distintivo, quella capacità di empatia e accoglienza incondizionata, è rimasta impressa nella mente e nell'anima di Lorenzo, un faro che illumina ancora oggi il suo percorso. Un segno indelebile di vera grandezza, che gli ha insegnato che la vera forza non è nel potere, ma nella capacità di toccare il cuore degli altri con semplicità e amore.

La bussola della vita: gratitudine, accettazione e la forza Interiore


Se c'è un filo conduttore che attraversa l'intera conversazione con Lorenzo, è la sua profonda filosofia di vita. Al di là dei successi, ci ha donato un messaggio prezioso: l'importanza della gratitudine e dell'accettazione di sé.

"Bisogna essere sempre grati per quello che si ha e per esserci," ha esordito Lorenzo. Questa non è una gratitudine superficiale, ma una profonda consapevolezza che il semplice fatto di esistere, di avere opportunità, non è scontato. Lorenzo sa bene che "non tutti sono fortunati come noi," e questo lo spinge a vivere ogni giorno appieno, valorizzando ogni piccolo traguardo e libertà.

Il messaggio più universale, forse, riguarda l'accettazione di sé. "La cosa più difficile, sicuramente, è accettarsi per come si è," ha affermato con saggezza. È un postulato fondamentale per tutti: "Ognuno di noi in noi stessi trova qualche difetto," che sia fisico o percepito. La tendenza naturale è fissarsi su queste imperfezioni, ma Lorenzo offre una prospettiva radicalmente diversa: ciò che all'inizio "ci fai più caso," ciò che sembra un limite insormontabile, "deve diventare un punto di forza."

È un atto di coraggio e auto-accettazione profonda: prendere ciò che ci rende unici e trasformarlo in un tratto distintivo da celebrare. Lorenzo ha imparato che, indipendentemente dai giudizi esterni, "tu devi sempre seguire la tua strada." L'unica relazione duratura è quella con se stessi. Per questo, è "importantissimo accettarsi, essere felici di come si è e sorridere sempre, quello soprattutto." Il sorriso, per Lorenzo, è un manifesto di benessere e fiducia che irradia positività.

Idoli e orizzonti: I fari del cammino futuro


Ogni persona ha bisogno di punti di riferimento. Da bambino, l'idolo di Lorenzo era il calciatore Alex Del Piero. Ma crescendo, il concetto di "idolo" ha assunto una dimensione più profonda, trasformandosi in "idoli di vita": i suoi genitori. "È per questo che i miei idoli, potremmo dire, sono i miei genitori che mi hanno sempre aiutato in qualsiasi cosa, hanno sempre combattuto per me," ha dichiarato con emozione. Sono loro che hanno plasmato la "mentalità" e la "visione" per affrontare la vita.

E poi c'è lei, Bebe Vio. "Lei è, come dicevo prima, una grande forza che è fonte di ispirazione e di gioia," ha ribadito Lorenzo. Bebe non è solo una campionessa, ma un motore inarrestabile di positività, un punto di riferimento solido che ispira a superare i limiti con un sorriso contagioso.

Con uno sguardo saldo e fiducioso al domani, Lorenzo ha idee chiare sui suoi prossimi obiettivi. Sul fronte calcistico, il suo desiderio è "giocare una finale importante," sia "dei Mondiali o della Champions League." Un obiettivo per cui è pronto a "lottare perché accada." E per quanto riguarda l'atletica, sebbene in pausa, il suo sogno ultimo è "Arrivare alle Paralimpiadi." Non importa con quale sport, l'importante è tagliare quel traguardo. "Quello è un obiettivo che voglio raggiungere e che speriamo raggiungerò," ha affermato, consapevole che "Servirà tanto sacrificio e tanto allenamento," ma la sua risposta è ferma: "Siamo pronti."

La storia di Lorenzo è un inno alla resilienza, un promemoria costante che, con la giusta mentalità, il supporto di chi ami e una buona dose di ottimismo, non ci sono limiti reali a ciò che si può raggiungere.

Lorenzo è un esempio vivente di come la vita, anche con le sue sfide più ardue, possa essere vissuta pienamente, con un sorriso autentico e una costante ricerca della felicità e dell'auto-accettazione.

E in questo, è già un campione per tutti noi, un faro di ispirazione in un mondo che ha tanto bisogno di storie di successo e di forza d'animo.


E tu, cosa aspetti? Trasforma la tua unicità in un super potere!


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