Magazzeno: quando il rock incontra la disco in un sound familiare
- Radio Talk Z
- 28 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 30 ott 2025
Ciao e benvenuti a bordo dell'arca di Radio Talk Gen Z, lo spazio sicuro dove le storie degli altri non sono solo storie, ma diventano fonte d'ispirazione.
Amici, musicisti e un pizzico di follia milanese: vi presentiamo gli Magazzeno, la band che sta facendo impazzire. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Huge (Eugenio per i comuni mortali) e Santeo (Matteo all'anagrafe), i due pilastri di questo progetto esplosivo, e un saluto anche a Filo, l'anima silenziosa ma fondamentale della band. Se pensate che la musica italiana sia tutta uguale, preparatevi a cambiare idea!
Il Magazzino delle Meraviglie: Dove tutto inizia

Partiamo dal nome, Magazzeno. Non è un caso, né una trovata dell'ultimo minuto.
Huge ci spiega che è un termine milanese vintage, un luogo dove "scarichi dentro di tutto, dove dimentichi anche delle cose, c'è della polvere e di fianco trovi magari elementi di 400 anni fa e qualcosa di fresco".
Un mix esplosivo, insomma, proprio come la loro musica. L'idea è venuta fuori da un ingegnere che citava spesso il magazzino. Ed ecco, il nome era servito!
Santeo, poi, ci svela come si sono incontrati. Un annuncio su Facebook di Huge: "cercasi chitarrista con animo rock per serate travestite". No, non è uno scherzo! Santeo ha risposto, e il resto è storia.
"Il divertente", racconta Huge, "è che quando andiamo in giro e diciamo 'ciao siamo i Magazzeno', la gente risponde 'sì sì sì vi conosco', ma è impossibile!". Eppure, succede, forse perché il loro sound, pur essendo unico, suona stranamente familiare e ti entra subito in testa.
X Factor: Un'esperienza "verace" e un successo inaspettato
Freschi di X Factor, i Magazzeno hanno lasciato il segno.
Huge ci racconta di un'esperienza incredibile, circondati da "cento gruppi che rappresentavano veramente cento stili di musica differenti". Un vero spaccato della musica di oggi, dove hanno trovato "tanti amici, tante persone diverse, tante persone innamorate del proprio progetto".
La loro esibizione, poi, è stata un trionfo. Quattro sì dai giudici e un pubblico in delirio. "Noi siamo abituati all'underground", spiega Huge, "suoniamo in piccoli club, in scantinati, in depositi. E avere un palco così grande, davanti a più di mille persone, portando esattamente quello che facciamo noi, è stato pazzesco".
Niente autotune, niente basi, solo pura energia e la loro musica "verace".
Il risultato? Un bis richiesto a gran voce, un palazzetto in delirio e la loro canzone cantata da tutti all'uscita. "È stato come averlo vinto, effettivamente", commenta Santeo. E Huge aggiunge: "È stata una risposta di vittoria".
Dai live alle "repost": Il segreto di un sound inconfondibile

Ma qual è la ricetta magica dei Magazzeno? Huge ce la svela: "uno stile dance anni '70, proprio nella sezione ritmica di basso e batteria, con poi un rock che sconfina anche nell'heavy metal delle chitarre".
Un mix esplosivo che li porta a "reinterpretare" canzoni in modo unico. Santeo le chiama "repost", non cover: "le ripostiamo, ci mettiamo due fiocchetti, le rendiamo un po' più vivaci, e via, si balla!".
Un esempio lampante? La loro versione di "Nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno. "Gli abbiamo dato quello che si merita oggi, forse un po' storpiando", scherza Huge, "ma credo di aver cercato di darle un carattere un po' più ballerino, di averla un po' più attualizzata".
Un vero e proprio restyling, nato dall'esperienza dei live, dove spesso improvvisano canzoni conosciute per creare un ponte con il pubblico.
E non si fermano qui! Hanno fatto un vero e proprio "studio antropologico della musica italiana", unendo in un mega medley in chiave disco metal canzoni folkloristiche come "Oh mia bella madonnina", "Romagna mia" e "Sole mio".
Un viaggio musicale che ti fa ballare e riscoprire le radici della nostra cultura.
Ironia, introspezione e un messaggio di unione:
Se pensate che i Magazzeno siano solo festa e divertimento, vi sbagliate di grosso.
Huge ci tiene a sottolineare la loro libertà espressiva: "Siamo nati e cresciuti con una libertà espressiva". Questo permette loro di spaziare tra brani divertenti e canzoni più lente, morbide e tristi. "Non sarebbe forse una maledizione dover fare solo canzoni divertenti, dover fare solo canzoni che devono far ridere, usare sempre l'ironia?", riflette Huge.
L'ironia, per loro, può essere "usata anche in maniera più introspettiva, in maniera un pochettino più dura per attraversare, per filtrare la realtà". E così, accanto a brani come "Milano è pieno di figa" (che, ci assicurano, è pura ironia e provocazione, come dimostrato dalla loro esibizione al festival di Sannolo, troviamo pezzi intimi come "Matilde" o "Travolti dalle Onde". "Un po' di tutto voglio mettere dentro il nostro magazzino", conclude Huge.
Il messaggio di fondo delle loro canzoni è sempre lo stesso: "gioia, di fare festa, è il volerci bene", dice Santeo.
Huge aggiunge: "è la musica di unione". E l'esempio della Pink Parade di Milano, una manifestazione per la diagnosi del tumore al seno, lo dimostra. Donne di tutte le età, vestite di rosa, cantavano e ballavano sulle loro note. "È stato bello vedere come questa ironia sia subito arrivata", dice Huge, "come è possibile dire 'figa' in questo periodo, che sembra di stare negli anni trenta del Novecento, dove basta un niente per scatenare reazioni!". Una reazione per dire: "dai, basta! Balliamo, divertiamoci".
Un palco da sogno e una canzone mai scritta
Se potessero scegliere un palco da sogno? Sanremo e San Siro, senza pensarci due volte!

E Huge sogna anche di aprire per qualcuno a San Siro, o magari di calcare il palco del MI AMI a Milano, un festival importantissimo per la musica indipendente.
E se potessero scrivere una canzone che non hanno scritto? Santeo non ha dubbi: "Sex on Fire" dei Kings of Leon, un pezzo che amano e che spesso "repostano" nei loro live.
Insomma, i Magazzeno sono una boccata d'aria fresca nel panorama musicale italiano. Con la loro energia contagiosa, la loro ironia intelligente e la loro libertà espressiva, sono pronti a farvi ballare, riflettere e, soprattutto, a farvi divertire.
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