Orfeo: viaggio sonoro e teatrale di un artista fuori dal coro
- Radio Talk Z
- 20 ott 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Ciao e benvenuti a bordo dell'arca di Radio Talk Gen Z, lo spazio sicuro dove le storie degli altri non sono solo storie, ma diventano fonte d'ispirazione.
... Allaccia le cinture, metti in play la tua Lofi girl preferita per la concentrazione, e preparati a esplorare l'universo di Orfeo.

Dalle canzoni di Giorgia al palco (e che Palco!)
Orfeo, all'anagrafe Matteo, ha iniziato la sua avventura nel mondo della musica quando era praticamente un pulcino: a soli tre anni! "Tutta colpa della mamma", ci racconta, che lo imbottiva di Giorgia. E lui? Su un divano, col suo mini-microfono, a cantare a squarciagola i successi della regina del pop italiano. E da lì, non ha più smesso. Un vero predestinato, insomma!
Ma Orfeo non è solo voce. Nel 2018 si butta a capofitto anche nel mondo del teatro e dei musical. Un'esperienza nata quasi per caso, grazie a un suggerimento della sua insegnante di canto, che lo porta a un provino... e boom! Ruolo da protagonista in un musical super impegnativo. Mesi di studio intenso tra canto, recitazione e ballo (perché, diciamocelo, in un musical devi essere un vero jolly!).
Un'esperienza che lo ha trasformato, sia come persona che come artista, e gli ha permesso di sciogliersi e affrontare il palco, per la prima volta, davanti a un pubblico vero. E che palco! Un teatro importante, un'emozione incredibile che gli ha dato la carica per non fermarsi più.
Orfeo: Un nome, una missione artistica
Ma perché Matteo è diventato Orfeo? Questa è una storia che sa di mito e di scelte importanti. Per un bel po' ha avuto il dubbio amletico: tenere il suo nome o cercare un nome d'arte? Alla fine, ha deciso per la seconda opzione, ma con un'idea chiara in testa: voleva un nome che avesse un significato profondo per lui e che arrivasse subito.
E qui entra in gioco la sua passione per l'antica Grecia e le sue mitologie. Un giorno, quasi per caso, incappa in un post che parlava di Orfeo ed Euridice. E approfondendo la storia, capisce tutto: nella mitologia, Orfeo non era solo un cantante e un musicista, ma anche un filosofo, uno scrittore, un liricista, persino un pittore! Insomma, l'emblema dell'artista completo. E così, click! "Mi rappresenta, questo è il mio nome d'arte," ha pensato Orfeo. E noi non potremmo essere più d'accordo, un nome che calza a pennello!
"Rose Blue": Dal Dolore alla Rinascita, una Storia Vera in Musica
Parliamo ora della sua ultima fatica, "Rose Blue", il suo singolo da solista che sta facendo il giro delle piattaforme. Questo brano ha una storia pazzesca dietro, nata da un'esperienza personale: una relazione tossica che ti svuota, ti porta via pezzi di te.
Ma come in ogni percorso, arriva il momento della svolta, quello in cui capisci che il tuo valore, il tuo amor proprio, viene prima di tutto. Ed ecco perché "Rose Blue": le rose blu sono il simbolo della rinascita, di un nuovo inizio, anche personale.
Il brano è nato da una sua idea, da un suo vissuto, e poi è stato rifinito e modernizzato insieme alla sua coach e manager, Luisa Piscitelli, che gli ha dato quel tocco "fresco" che oggi potete ascoltare ovunque. Se non l'avete ancora fatto, vi lanciamo la challenge: ascoltatelo, ne vale la pena!
Il palco, le emozioni e i riti scaramantici
Il rapporto di Orfeo con il palco è qualcosa di speciale. Appena ci sale, è come se si sbloccasse del tutto. "Sono me stesso," ci dice, "lascio andare tutto e mi godo il momento al massimo."
E la gioia più grande? Vedere il pubblico che si diverte, che si lascia trasportare dalla musica. Quella, per lui, è la vera ricompensa.
Ma prima di salire sul palco, c'è un rito che arriva direttamente dal teatro, dove la scaramanzia è di casa. Immaginatevi: tutti gli attori, i ballerini, i tecnici, il regista, si mettono in cerchio, mani al centro, e poi via con un urlo liberatorio: "Merda, merda, merda!" e mani al cielo. È un modo per scaricare la tensione e dare il massimo.
E a fine spettacolo? Un altro urlo liberatorio appena si chiude il sipario e un gesto fisso: un bacio e una mano sul palco, per ringraziarlo sempre. Un rito che Orfeo porta con sé su ogni palco.
Musica nel sangue: Una famiglia d'artisti e sogni ad occhi aperti
Quando ha capito che la musica sarebbe stata la sua strada? Praticamente da sempre! "I miei sono musicisti e cantanti," ci racconta. Mamma cantante, papà bassista e batterista. Insomma, la musica era proprio nell'aria di casa, un sottofondo costante della sua vita.
Ma la scintilla vera e propria, la consapevolezza di voler farne una professione, è arrivata intorno ai 15-16 anni, quando ha iniziato a scrivere i suoi primi testi e le sue prime canzoni. "Ho detto: questa è la mia strada. Io voglio fare questo. Io sono questo," ricorda. Un vero e proprio destino, ma anche una scelta di cuore.
E i sogni nel cassetto? Tanti! Orfeo ci ha svelato le sue collaborazioni ideali. Tra gli italiani, due giganti: Giorgia e Mengoni. A livello internazionale, un nome super ambizioso ma che ci sta! E poi, un desiderio un po' malinconico, quello di aver potuto duettare con un'icona che non c'è più: Amy Winehouse Chissà, magari un giorno qualcuno di questi sogni si realizzerà!
L'arte di creare: Dal pianoforte allo studio di registrazione
Orfeo è un artista a tutto tondo. Non solo canta, ma suona anche diversi strumenti: la chitarra acustica e, ultimamente, si è innamorato del pianoforte. "Il pianoforte mi completa tantissimo," ci confida, "crea un'atmosfera che nessun altro strumento riesce a fare." Ed è proprio da questi strumenti che spesso nascono le sue canzoni.
Il processo creativo inizia con una linea melodica che gli gira in testa, poi da lì passa a vocalizzi che prendono forma e diventano parole. La melodia principale è sua, poi affida il tutto a un produttore e arrangiatore, ma è sempre un lavoro di squadra, un confronto continuo. Il suo momento preferito di tutto il processo? La stesura in studio. "È lì che tutte le idee prendono forma," ci spiega, "è il cuore del brano, il momento più magico della creazione."
Dalla svolta solista ai prossimi successi

Cambio di rotta e via, si vola! "Rose Blue" non è solo un brano fighissimo, è anche il punto di partenza della carriera solista di Orfeo. E no, non è un novellino del tutto: prima faceva parte di un duo discografico, con tanto di EP pubblicato. Ma dall'anno scorso, le strade si sono separate, e Orfeo ha deciso di buttarsi a capofitto nella sua avventura individuale.
Come ha vissuto questa transizione? Ragazzi, la risposta è una sola: libertà! Libertà totale di esprimersi, di sperimentare nuovi sound, di essere autenticamente se stesso e di seguire il suo stile senza compromessi. Un passo gigante che gli ha permesso di fiorire completamente come artista e di mostrare la sua vera essenza.
E il futuro? Tenetevi forte, perché Orfeo ha un sacco di progetti che bollono in pentola! C'è un nuovo singolo in arrivo, forse addirittura prima della fine dell'anno, e un sacco di altri brani già pronti per essere lavorati. "Rose Blue" non farà parte di un EP o di un album, ma Orfeo ci ha spoilerato che un progetto per un EP è decisamente nell'aria!
Insomma, preparatevi a un'ondata di nuova musica e di emozioni. Noi non vediamo l'ora di ascoltare tutto!
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