Purino: La voce "senza filtri" di Viterbo che ti fa volare
- Radio Talk Z
- 24 ago 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 25 ago 2025
Ciao e benvenuti a bordo dell'arca di Radio Talk Gen Z, lo spazio sicuro dove le storie degli altri non sono solo storie, ma diventano fonte d'ispirazione.
Oggi non facciamo una semplice intervista. Allaccia le cinture, metti in play la tua Lofi girl preferita per la concentrazione, e preparati a esplorare l'universo di Purino.

Avete mai sentito parlare di un artista che prende la sua città, i suoi problemi e le sue tradizioni e li trasforma in rime che bucano l'anima? E che, in più, usa la sua storia personale, tra alti e bassi, come carburante per una musica autentica e senza compromessi? Allora, preparatevi a conoscere Purino, il rapper viterbese che sta rivoluzionando la scena locale e non solo.
"Viterba": Un viaggio musicale nel cuore della provincia
Il pezzo forte del momento di Purino è il suo progetto "Viterba". No, non è un typo, è proprio "Viterba" con la "a" finale, il suo modo unico e irriverente di chiamare la sua città. E la cosa pazzesca è che non è solo un album, ma un vero e proprio concept che celebra e racconta Viterbo in tutte le sue sfaccettature. L'idea? Rappresentare ogni angolo della provincia, chiamando a raccolta un sacco di artisti locali.
Pensate: invece di sganciare un disco intero, Purino ha deciso di far uscire una traccia al mese. Perché? Semplice, ragazzi: la soglia dell'attenzione è bassa, e in 3 minuti di canzone si riesce a catturare l'ascoltatore molto meglio che con un album di 10 tracce che magari finisce nel dimenticatoio. Una strategia smart per un mercato musicale in continua evoluzione!
Tra le tracce già uscite, Purino ci ha parlato di hit come "Viterbo e Provincia" con Secch e MP Big, un brano che dipinge la vita di provincia dagli occhi di chi ci vive. E poi ci sono "San Pellegrino" con Lofo e Harion, dedicato a un quartiere storico, e "Pilastro", che esplora la periferia con Tezu, ErosKety e Phils. Ma la vera perla, che uscirà prestissimo, è "Santa Rosa".
E qui Purino ci ha illuminato: la festa di Santa Rosa a Viterbo è qualcosa di epico! Il 3 settembre, cento facchini portano a spalla una "macchina" alta 30 metri e pesante 50 quintali. Sì, avete letto bene: è una tradizione pazzesca, Patrimonio UNESCO. E Purino non poteva non dedicare una canzone a questo simbolo della sua terra, realizzata, tra l'altro, "al volo" e in solitaria, campionando i cori dei facchini. Quando l'ispirazione chiama, non c'è tempo da perdere!
Ma non è solo "cazzate" o divertimento, come ci tiene a precisare. La traccia che dà il nome al progetto, "Viterba", è quella più seria, quella in cui Purino si mette a nudo, raccontando i problemi della sua vita e di quella di tanti coetanei che vivono in provincia. "Ci ho messo l'anima," dice, e si sente.
Purino: Un nome, mille storie (e qualche grana)

E il nome d'arte? "Purino." All'inizio, ci ha confessato, era una cosa banalissima: non gli piace il tabacco, quindi faceva solo "purini." Ma col tempo, il nome ha assunto un significato molto più profondo, legato a una svolta importante (e un po' amara) della sua vita.
"Sono stato arrestato," ci racconta senza giri di parole. Una "cazzata," essere trovato con "un po' d'erba in più," lo ha fatto passare da "ragazzo normalissimo" che faceva l'università a "criminale." Ed è proprio da qui che è nata la spinta a fare musica sul serio. Il nome "Purino" è diventato un manifesto: "Io lo dico chiaramente a tutti subito che la cosa che mi piace di più fa è questa."
Ma non è solo fumo. È una metafora. Per Purino, le "canne" sono una lente attraverso cui osserva e racconta "mille cose della vita: del lavoro, dell'amore, della famiglia, del dolore, dei traumi, dei problemi." Se ascoltate le sue canzoni, capirete subito che dietro la leggerezza apparente c'è una profondità che pochi riescono a esprimere. È un invito a scavare oltre le apparenze, a non giudicare un libro dalla copertina... o un rapper dal suo nome d'arte.
La musica: carriera, passione e catarsi
La musica per Purino non è ancora una "carriera lavorativa" – "per ora ci sto solo perdendo soldi," scherza – ma è una passione, uno sfogo, una necessità. Quell'arresto è stato il "motivo principe" per dire: "Perché non farlo? Che ci perdo?" E, sebbene abbia "perso" tempo e soldi, ha guadagnato un tesoro di esperienze, ha conosciuto "gente stupenda" e ha vissuto cose che altrimenti non avrebbe mai neanche sognato.
Il suo processo creativo è un mix di studio, ispirazione e introspezione. Spesso va al Karma Studio con i suoi produttori, Icaro e Russ (ai quali manda un bacione!), con un'idea chiara, come campionare un coro di facchini per "Santa Rosa." Ma la parte che ama di più è la scrittura. Purino è un vero artigiano della rima: scrive in continuazione, appuntando frasi e idee che poi, in studio, diventano un "collage" che prende forma e senso. La traccia "Viterba," per esempio, è un anno intero di pensieri e rime accumulate. È terapeutico, un modo per "analizzarsi vedendo le cose in modo più distaccato."
Sogni, live e insegnamenti "senza schemi"

A chi sogna di collaborare? "Mio padre, maestro Gemitaiz, assolutamente." E a livello internazionale? "Wiz Khalifa." Niente male come wishlist!
E a proposito di rime e ispirazioni, ci ha raccontato un aneddoto pazzesco. Da ragazzino, ascoltava Nitro e una rima gli suonava "bella": "Hai mai pensato quanto sia difficile decidere se vivere per scrivere o se scrivere per vivere." Solo 13 anni dopo, vivendo in prima persona il tentativo di trasformare la sua passione in lavoro, ha capito il vero peso, il sacrificio, la contrapposizione tra arte e vita, carriera e famiglia. Un messaggio potentissimo che solo chi "vive per scrivere" può cogliere a fondo.
Quando si parla di live, Purino ha il suo rito: prima di salire sul palco, sta in silenzio, quasi "non esiste" per gli altri. È la sua preparazione mentale per dare il massimo. E la canzone che non vede l'ora di cantare dal vivo? Ovviamente "Viterba", quella intro nata quasi per caso, ma così personale e potente.
Il messaggio più grande che la musica gli ha lasciato? "Puoi fare quello che vuoi se ci credi." E aggiunge: "È molto importante uscire dagli schemi e dalla zona di comfort." Prendete la Trap, dice: ha rotto tutte le regole del rap classico, ha dimostrato che si può fare musica in mille modi diversi, anche "senza rime" all'inizio, perché quello che conta è l'attitudine, l'intento. L'importante è l'autenticità e la libertà di espressione.
In fin dei conti, Purino fa musica per la sua gente, per "gli amici miei," per "quel ragazzo che ho visto nel mio quartiere." Il contatto diretto con il pubblico, l'emozione del live, sono fondamentali per rielaborare le canzoni in base al contesto, per creare un legame vero.
Non limitatevi a un nome o a un'immagine: scavate più a fondo nel suo universo musicale! Cercate subito il progetto "Viterba" sulle vostre piattaforme di streaming preferite, immergetevi nelle sue rime e preparatevi ad ascoltare "Santa Rosa".
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