top of page
INTRO_INTERVISTE_-removebg-preview (1)_e

La radio Gen Z per la Gen Z

Radio

Talk 

GenZ

  • Tiktok
  • Instagram
  • Youtube

Giovanni Tesse: Il ritmo della determinazione tra danza, sogni e vita reale

  • Immagine del redattore: Radio Talk Z
    Radio Talk Z
  • 2 ago
  • Tempo di lettura: 6 min

Se pensate che il successo sia solo una questione di fortuna o di un video andato virale su TikTok, siete fuori strada. In un mondo che corre a mille all’ora, dove tutto sembra immediato e a portata di click, c’è chi ci ricorda che dietro ogni grande performance si nascondono sudore, rinunce e una volontà di ferro.


Oggi entriamo nel mondo di Giovanni Tesse, un ragazzo che ha fatto della danza la sua ragione di vita, ma che affronta il palcoscenico (e la realtà) con una filosofia ben precisa: il ritmo della determinazione.


L’Equilibrio Perfetto: Umiltà e Competizione


Giovanni si presenta con una chiarezza disarmante. Se dovesse descriversi a chi ancora non lo conosce, userebbe due parole apparentemente opposte: competitività e umiltà. "Credo che il talento da solo non basti," dice con fermezza. È una frase che sentiamo spesso, ma detta da lui suona diversa. È il mantra di chi sa che la sfida più grande non è contro gli altri, ma contro i propri limiti.


La sua è una competitività sana, quella che ti spinge a dare il massimo sui banchi di scuola così come sotto i riflettori. Ma tutto questo sarebbe vuoto senza i piedi ben piantati a terra. Per Giovanni, mantenere l’umiltà è fondamentale per non perdere di vista chi si è veramente, specialmente quando le luci della ribalta iniziano a farsi intense. In ogni sua parola si percepisce il ritmo della determinazione: ogni traguardo non è una medaglia da appendere al muro e dimenticare, ma un nuovo inizio.


Dalle Arti Marziali al palcoscenico: Un percorso Inaspettato

La storia di Giovanni con la danza non è iniziata con un colpo di fulmine, anzi. Da bambino, il suo mondo era fatto di tatami, piscine e campi da calcio. Karate, nuoto, calcio, kickboxing: Giovanni era il prototipo dell’atleta multidisciplinare. Il karate, in particolare, ha lasciato un’impronta indelebile nella sua formazione.


"Sono cintura nera di karate e ne vado orgoglioso," racconta. Non è solo una questione di sapersi difendere; è una questione di mindset. Il karate è un’arte marziale difensiva che insegna il rispetto, la disciplina e il controllo del corpo. Questi valori si riflettono oggi nel suo modo di ballare. Quando lo vediamo muoversi con precisione millimetrica, stiamo vedendo anche l’eredità di quegli anni passati a studiare i kata e la filosofia marziale. È il ritmo della determinazione che trasforma un colpo di karate in un passo di danza carico di forza e significato.


E la danza? Beh, a 10 anni Giovanni non ne voleva proprio sapere. Vedeva il ballo come qualcosa di "puramente femminile" e si rifiutava categoricamente di partecipare alla prima lezione. Ma la famiglia ha giocato un ruolo chiave: con una madre insegnante di danza e un padre DJ, l’arte e la musica scorrevano già nelle sue vene. Sotto la "gentile pressione" della madre e della sorella, ha ceduto. E da quel momento, non si è più fermato.


La svolta: quando la passione diventa lavoro

Cosa succede quando un bambino che non voleva ballare inizia a vincere le prime gare?


Succede che scatta qualcosa. Inizialmente, lo stimolo era quasi un gioco: "Se vinci questa gara, papà ti compra quel regalo".


Ma presto le motivazioni esterne hanno lasciato spazio a una passione viscerale. Giovanni si è innamorato del mondo delle competizioni, del sacrificio che richiede la preparazione e dell’adrenalina che solo il palco sa regalare.


Oggi, quella che era una "scusa per divertirsi" è diventata la sua professione. "Spero che duri il più a lungo possibile," confessa con una punta di emozione. La sua visione del lavoro è dinamica: ogni esibizione viene vissuta come se fosse l’ultima chance per dimostrare quanto appreso negli anni. Non c'è spazio per la pigrizia quando segui il ritmo della determinazione.


Oltre il Latino: La scoperta del classico

Sebbene Giovanni sia un volto noto del Latino-Americano, la sua esperienza nella scuola di Amici ha rimescolato le carte. È qui che è avvenuto l’incontro con una disciplina che molti considerano ostica: la danza classica. Grazie agli insegnamenti della maestra Alessandra Celentano, Giovanni ha scoperto un mondo nuovo.


"Il classico può aiutare tutte le altre discipline," spiega. Non si tratta solo di tecnica, ma di rigore comportamentale e consapevolezza corporea. Sperimentare la danza classica gli ha permesso di uscire dalla propria zona di comfort, migliorando incredibilmente anche nel suo stile principale.


Questo ci insegna una lezione importante: per crescere bisogna avere il coraggio di essere "principianti" in qualcosa di nuovo, accettando la sfida della diversità. La libertà espressiva che ha trovato nel classico è diventata un’arma in più nel suo arsenale artistico, alimentando ulteriormente il ritmo della determinazione.


Il Legame indissolubile: Danzare in passo a due o da solisti?

Un capitolo fondamentale della vita di Giovanni è il rapporto con sua sorella. Danzare con lei non è solo una collaborazione professionale, è una connessione d'anima. "Ballare in un passo a due significa fidarsi totalmente dell'altra persona," racconta. E quando quella persona è tua sorella, l'intesa è quasi telepatica. Non serve parlare; basta un respiro, uno sguardo.


Tuttavia, negli ultimi anni, Giovanni ha iniziato a esplorare con forza anche la dimensione da solista. Questa strada lo ha aiutato a maturare artisticamente, costringendolo a padroneggiare il proprio corpo in modo più profondo, senza "la spalla" di un partner su cui contare nei momenti di difficoltà.

Entrambe le dimensioni gli regalano emozioni diverse: se il passo a due è condivisione e fiducia, il solo è ricerca interiore e scoperta. In entrambi i casi, il motore immobile resta lo stesso: il ritmo della determinazione che lo spinge a eccellere in ogni configurazione possibile.


Sogni internazionali e ambizioni senza confini

Guardando al futuro, Giovanni non fa nomi precisi di ballerini con cui vorrebbe collaborare, ma parla di personalità artistiche. Il suo sogno è lavorare con chi ha qualcosa da insegnargli, con artisti che possiedono un’identità forte e unica. Cita icone come Madonna o Lady Gaga, non per la loro fama, ma per la loro capacità di creare mondi e di comunicare messaggi potenti attraverso la performance.


Il suo spirito è quello di un ricercatore. Vede ogni collaborazione come un'opportunità di crescita e scoperta. Ed è proprio questa fame di sapere che lo sta portando oltre i confini nazionali.

A breve inizierà a collaborare con la prestigiosa compagnia BURN THE FLOOR, un traguardo che sognava da tempo. Workshops in Inghilterra, Australia, Giappone: il mondo sta diventando il suo palcoscenico, e lui è pronto a cavalcare l'onda con il ritmo della determinazione.


Il cuore in TV: Da Amici a Battiti Live

Se chiedete a Giovanni quale sia stata l'esperienza più forte della sua carriera, la risposta è immediata: Amici. Per lui non è stato un semplice lavoro, ma la realizzazione di un sogno che coltivava fin da bambino. "Il momento del mio ingresso è stato incredibile. Lì ho capito che tutti i sacrifici stavano iniziando a dare i frutti," ricorda. È stato lo spartiacque della sua vita, il punto in cui il ragazzo determinato è diventato un artista consapevole.


Ma la sua carriera televisiva non si ferma qui. Da tre anni è nel cast di Battiti Live, un programma che ama per l'energia che si crea tra i ballerini. "La coreografia è l'ultima cosa," spiega sorprendendo tutti. Ciò che conta davvero è il gruppo, l'intesa che si crea dietro le quinte durante le settimane di prove intense.


Senza quella sintonia umana, l'esibizione sul palco risulterebbe fredda. Lavorare a stretto contatto con artisti nazionali e internazionali gli ha permesso di tessere amicizie e legami che vanno oltre lo schermo, confermando che il ritmo della determinazione è anche una questione di cuore e connessione umana.


La danza come linguaggio universale: Parigi e oltre

Giovanni non balla solo negli studi televisivi o nei teatri. Una delle sue passioni è portare la danza in strada, tra la gente, nei luoghi iconici del mondo. Lo abbiamo visto ballare a Milano, Londra e Parigi. Proprio a Parigi è legato uno dei suoi ricordi più magici: un video girato a mezzanotte sotto la Torre Eiffel.


"Era la prima volta che visitavo Parigi. Abbiamo girato il video proprio mentre iniziavano dei fuochi d'artificio rarissimi," racconta con gli occhi che brillano. Ma al di là della bellezza estetica, ciò che lo affascina della danza "on the street" è il coinvolgimento dei passanti. In quei momenti, la danza smette di essere una performance tecnica e diventa un linguaggio universale.


Non importa se chi guarda sa ballare o meno; l'energia è contagiosa, il divertimento è collettivo. È la dimostrazione che la danza abbatte le barriere e unisce le persone, ovunque esse si trovino. In questo contesto, il ritmo della determinazione si trasforma in pura gioia di vivere e condividere.


Il Viaggio Continua

Giovanni Tesse è molto più di un "ragazzo di Amici". È un esempio di come la disciplina dello sport e la passione dell'arte possano fondersi in una personalità magnetica e solida. La sua storia ci insegna che non importa come inizi – magari anche "costretto" da una mamma premurosa – ma conta come decidi di proseguire il cammino.


Il suo consiglio per la Gen Z? Non smettere mai di imparare, uscire dalla propria zona di comfort e vivere ogni occasione come un nuovo punto di partenza. Perché la vita, proprio come la danza, richiede equilibrio, forza e, soprattutto, il giusto ritmo della determinazione.


Keep dancing, keep dreaming!


 
 
 

Commenti


bottom of page